mercoledì 19 gennaio 2011

al mio fianco

Quando la notte dormi al mio fianco il buio diventa una culla di serenità. Il mio respiro si adegua al tuo come una foglia cullata dal vento, nell'armonia che solo l'intimità dell'anima sa donare. Mi avvicino piano alla tua spalla nuda e ti respiro, lieve: la tua pelle è un aroma che mi colpisce la testa, il cuore, lo stomaco, insieme, ed i pensieri diventano sensazioni. Sono così inebriato di semplice felicità che non riesco più a stare fermo, vorrei svegliarti e stringerti forte a me ma mi sforzo trattenendomi, involontariamente muovo solo un poco i piedi come fossi un bambino. Vorrei dirti ora ciò che provo ma so che non c'è bisogno perché il tuo respiro si impossessa nuovamente dei miei sensi, quel respiro sereno che ora mi culla e dentro il quale mi riaddormento.

sabato 15 gennaio 2011

il ballo delle anime

Il ballo delle anime, anime in gioco, anime sofferte, cresce e si autoalimenta di sofferenza e rimpianti, trovando in ogni giro di danza nuove tenebre in cui perdersi e nascondersi, agganciandosi l'una all'altra per sprofondare con maggiore velocità, per stordirsi e asciugare in fretta le lacrime che scorrono, entrando nel buio con la sola, ultima speranza che il dolore non sia altrettanto veloce.

venerdì 14 gennaio 2011

il fiore e la farfalla

Al centro di uno sterminato campo, una farfalla si posò su un fiore.
Chiese il fiore - Come hai fatto ad arrivare a me?
Rispose la farfalla – Era molto tempo che non mangiavo e la debolezza mi ha chiuso gli occhi, ho lasciato le ali spiegate ed il vento mi ha portato da te
- Cosa farai qui?
- Mi nutrirò del polline di cui sei ricco, lo sento dolcissimo ed infinito.
- Quanto tempo ti fermerai?
- Non per sempre, perché nulla lo è, tanto meno le nostre esistenze. Raccoglierò le energie che mi ridaranno la vita e poi tornerò a volare finché mi sarà concesso.
- Perché sorridi?
- Perché sento i tuoi petali sfiorare le mie ali con la stessa delicatezza del vento che mi ha portato da te, come se il vento stesso fosse parte di te e tu del vento. Ora posso farti io una domanda?
- Chiedi.
- Tutti i fiori sono pieni di api e di mille altri insetti anche se sciupati e ordinari, mentre tu che sei splendido e ricco sei solo e nessuno si avvicina. Perché?
- Ho scacciato giorno dopo giorno chi voleva posarsi ed ho accumulato il mio polline perché esso è prezioso ed unico ai miei occhi e non volevo disperderlo: il vento mio fratello mi aveva sussurrato che sarebbe arrivato qualcuno di speciale a riposarsi nella mia corolla, ed io gli ho creduto. Sei arrivata tu e ti ho riconosciuta. Sei speciale ed io ti accolgo, riposati e nutriti quanto ne senti l’occorrenza e, quando sarai pronta, ritorna a volare. Ogni battito delle tue ali sarà la mia ricompensa, anche se non te ne accorgerai il mio polline ti rimarrà attaccato per la vita ed il mio sogno di fiore prenderà il volo trasportato dalla farfalla più bella.

Scrivendo

A volte è svegliato da qualcosa per strada, altre dalle emozioni che le persone intorno fanno nascere, oppure dal nulla o dal tutto, dal semplice fatto di essere un'anima.
Io sento qualcosa, un groviglio, un essere vivo dentro me posizionato sotto lo sterno, tra cuore e polmoni, che vuole libertà e vuole uno sfogo, piangendo o facendo il pagliaccio, ridendo per un nonnulla o cantando, parlando con chi sa capire o scrivendo.
Questo essere vivo, sono io puro, spogliato e sfogliato dall'inutile e dall'inquinamento della vita, l'imponderabile magia della creazione che non accetta il fango con cui la quotidianità ci nutre, indurendosi dentro noi.
Questo essere vivo, è calore e sincerità, l'angelo intorno al quale mi sono formato come uomo, è il nucleo che non si arrenderà mai e che continua a voler gridare "Ci sono!" e, per farlo, lascio che la mia mano lo ascolti, scrivendo...