venerdì 14 gennaio 2011

il fiore e la farfalla

Al centro di uno sterminato campo, una farfalla si posò su un fiore.
Chiese il fiore - Come hai fatto ad arrivare a me?
Rispose la farfalla – Era molto tempo che non mangiavo e la debolezza mi ha chiuso gli occhi, ho lasciato le ali spiegate ed il vento mi ha portato da te
- Cosa farai qui?
- Mi nutrirò del polline di cui sei ricco, lo sento dolcissimo ed infinito.
- Quanto tempo ti fermerai?
- Non per sempre, perché nulla lo è, tanto meno le nostre esistenze. Raccoglierò le energie che mi ridaranno la vita e poi tornerò a volare finché mi sarà concesso.
- Perché sorridi?
- Perché sento i tuoi petali sfiorare le mie ali con la stessa delicatezza del vento che mi ha portato da te, come se il vento stesso fosse parte di te e tu del vento. Ora posso farti io una domanda?
- Chiedi.
- Tutti i fiori sono pieni di api e di mille altri insetti anche se sciupati e ordinari, mentre tu che sei splendido e ricco sei solo e nessuno si avvicina. Perché?
- Ho scacciato giorno dopo giorno chi voleva posarsi ed ho accumulato il mio polline perché esso è prezioso ed unico ai miei occhi e non volevo disperderlo: il vento mio fratello mi aveva sussurrato che sarebbe arrivato qualcuno di speciale a riposarsi nella mia corolla, ed io gli ho creduto. Sei arrivata tu e ti ho riconosciuta. Sei speciale ed io ti accolgo, riposati e nutriti quanto ne senti l’occorrenza e, quando sarai pronta, ritorna a volare. Ogni battito delle tue ali sarà la mia ricompensa, anche se non te ne accorgerai il mio polline ti rimarrà attaccato per la vita ed il mio sogno di fiore prenderà il volo trasportato dalla farfalla più bella.

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